Riflessioni

La macchina a cui chiediamo di guardarci

La macchina a cui chiediamo di guardarci

Tra le prime raccolte giornalistiche di richieste eccentriche rivolte ai chatbot, un articolo di Barry Collins pubblicato su Forbes nel marzo 2023 riportava domande sulla costruzione di una «patata magica», sulla fine della guerra in Ucraina e persino sul recupero di una chiavetta USB da una parte del corpo.

Queste richieste possono essere

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Sedersi in silenzio davanti a uno schermo

Sedersi in silenzio davanti a uno schermo

Per millenni la trasmissione delle pratiche contemplative ha presupposto una condizione materiale precisa, condividere lo stesso spazio fisico. Misurare il silenzio significava respirare all’unisono all’interno di un gruppo, affidando l’apprendimento alla prossimità di una guida e alla presenza dei corpi radunati. La ricerca interiore costituiva

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Ahimsa: nonviolenza oltre l'umano

Ahimsa: nonviolenza oltre l’umano

Nelle tradizioni filosofiche dell’Asia meridionale, ahiṃsā viene comunemente tradotta come nonviolenza, sebbene la sua radice sanscrita indichi con maggiore esattezza l’assenza del desiderio o della volontà di nuocere a qualsiasi forma di vita. Nel giainismo, nel buddhismo e nell’induismo non si configura come una semplice norma prescrittiva

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Ahimsa: nonviolenza oltre l'umano

Ahimsa: nonviolenza oltre l’umano

Nelle tradizioni filosofiche dell’Asia meridionale, ahiṃsā viene comunemente tradotta come nonviolenza, sebbene la sua radice sanscrita indichi con maggiore esattezza l’assenza del desiderio o della volontà di nuocere a qualsiasi forma di vita. Nel giainismo, nel buddhismo e nell’induismo non si configura come una semplice norma prescrittiva

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Parenti algoritmici

Parenti algoritmici

Aprire un’app, scorrere un feed, cliccare su un video: gesti minimi e quotidiani che diamo ormai per scontati. In quei pochi secondi si compie tuttavia un passaggio decisivo; oltre a selezionare cosa guardare o ascoltare, entriamo in relazione con creator, autori e comunità che un’architettura software ha stabilito di collocare nel nostro campo

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Macchine sacre - parte 2

Macchine sacre – parte 2

Seconda parte di ‘Macchine sacre’: dallo sguardo sui casi concreti alla cornice antropologica.

Nella prima parte di questo pezzo abbiamo attraversato alcuni casi concreti di questa trasformazione: un avatar di Gesù nel confessionale di una cappella svizzera, una chiesa della Silicon Valley dedicata al culto di un dio algoritmico, un robot-monaco

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Macchine sacre - parte 1

Macchine sacre – parte 1

La prima volta che si entra in una chiesa e, al posto del sacerdote, si trova uno schermo, si ha l’impressione che qualcosa si sia spostato nel modo in cui abitiamo il sacro. A Lucerna, in una cappella di San Pietro, un avatar di Gesù alimentato da intelligenza artificiale ha risposto per settimane alle domande dei visitatori su colpa, dolore,

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Oltre l'interfaccia

Oltre l’interfaccia

Ogni rivoluzione tecnologica sembra suggerire la stessa conclusione, ovvero che imparare a utilizzare un nuovo strumento equivalga ad acquisire una nuova competenza. È un’impressione comprensibile, ma profondamente ingannevole. La storia della tecnica mostra infatti un percorso molto diverso. Ogni innovazione modifica gli strumenti attraverso cui

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Sillabe di una pioggia antica

Sillabe di una pioggia antica

Tra le radici silenti e le correnti luminose di questa foresta, una visione intimamente legata alle esplorazioni del progetto Anima Mundi: Kinship, prendono vita i suoni e i versi di una nuova opera audio-poetica: “Sillabe di una Pioggia Antica”.

È una meditazione nata per esplorare la nostra parentela profonda con il mondo vivente. L’acqua,

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Oltre il plagio: il vero rischio dell'IA nelle aule scolastiche

Oltre il plagio: il vero rischio dell’IA nelle aule scolastiche

Chi legge con una certa frequenza testi prodotti da sistemi di intelligenza artificiale generativa impara presto a riconoscerne alcune marche stilistiche ricorrenti, che non sono casuali ma emergono dai meccanismi stessi di addestramento e di selezione dei modelli. La più discussa è probabilmente l’abbondanza di strategie di tipo show don’t tell

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Un'Hallelujah fredda e spezzata. Addio a Edgar Morin (1921–2026)

Un’Hallelujah fredda e spezzata. Addio a Edgar Morin (1921–2026)

“It’s not a cry you hear at night / it’s not somebody who has seen the light / it’s a cold and it’s a broken Hallelujah.“

Leonard Cohen

Ho pensato subito a questi versi quando ho saputo che Edgar Morin se n’era andato ieri a Parigi, alla vigilia dei suoi 105 anni. Non come associazione sentimentale, ma come riconoscimento di una parentela profonda

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Non è colpa del codice

Non è colpa del codice

Da «Man the Hunter» all’Intelligenza Artificiale: la tecnologia come pharmakon

C’è un filo sottile ma tenace che unisce le ricostruzioni fossili del Novecento e i modelli linguistici del 2020, qualcosa che la scienza ufficiale ha a lungo preferito non vedere: il pregiudizio di chi racconta la storia. Non si tratta di malafede individuale, quanto di

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Il dio che non si vede

Il dio che non si vede

C’è una domanda che raramente viene posta quando si parla di intelligenza artificiale, forse perché la sua risposta è scomoda: chi ha deciso cosa è normale? Ogni sistema di IA viene presentato come uno strumento. Neutro, oggettivo, efficiente. Un martello non ha opinioni su come viene usato, si dice. Ma questa metafora è profondamente fuorviante,

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Video: Wayra-Aycha (Palinsesti di Carne e Vento)

Ogni volto è una scrittura che precede le parole.
Wayra-Aycha nasce dal punto in cui l’immagine smette di rappresentare e comincia a risuonare, dove la ruga diventa solco, il ciglio si confonde con l’altipiano, e la pelle rivela ciò che nessun archivio sa custodire: la memoria stratificata di chi siamo stati prima di avere un nome. Un’ininterrotta

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Mappa di rughe, antropologia di polvere

Mappa di rughe, antropologia di polvere

C’è una conoscenza che non passa attraverso le parole. Vive nelle texture, nei solchi, nelle stratificazioni silenziose che il tempo deposita sui volti e che nessun archivio sa custodire meglio della pelle stessa.

Il brano “Geografie del Sangue” nasce da quella soglia: il punto in cui l’immagine esaurisce il suo dire e cede il passo al succedersi

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Eredità dell’Altro

Eredità dell’Altro

Una sera fissavo il cursore che lampeggiava sul campo di testo vuoto di un generatore di immagini. Stavo lavorando al mio progetto Anima Mundi: KINSHIP e avevo appena digitato un prompt per chiedere alla macchina di fondere la nervatura di una foglia con i circuiti di un microchip. C’è stato un istante di sospensione, poi lo schermo è esploso.

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Inclusione digitale: chi stiamo lasciando indietro?

Inclusione digitale: chi stiamo lasciando indietro?

Mentre scrivo queste righe, la velocità dell’Intelligenza Artificiale non è più una variabile tecnica, ma una velocità di fuga. È come se una parte dell’umanità fosse salita su un treno a levitazione magnetica, mentre l’altra è rimasta a terra, a guardare i binari senza nemmeno capire dove sia la stazione. Il rischio non è solo un “ritardo

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L'IA non crea arte, la distilla

L’IA non crea arte, la distilla

Siamo nel mezzo di una rivoluzione visiva che genera meraviglia e terrore in egual misura. Vediamo immagini spettacolari apparire in pochi secondi da una riga di testo e ci chiediamo: “L’artista è morto?”. La mia risposta, maturata in quasi vent’anni di sperimentazione nei mondi virtuali e studi sulle dinamiche culturali, è un deciso “no”.

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Perché diciamo "per favore" a ChatGPT?

Perché diciamo “per favore” a ChatGPT?

Ti è mai capitato? Sei davanti allo schermo, devi chiedere un riassunto o la correzione di un codice e, quasi senza pensarci, scrivi: “Per favore, potresti...?”. Poi, una volta ottenuto il risultato, aggiungi un “Grazie”.

Sappiamo perfettamente che dall’altra parte non c’è nessuno. Non c’è un’anima, non c’è stanchezza, non c’è un briciolo di

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